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AudioguíaAci e Galatea, la sorgente e il culto

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In questa terra rigogliosa da oltre duemila anni si narra la storia di Galatea, ninfa del mare, di Aci, giovane pastorello e del terribile ciclope Polifemo.

Galatea viveva nelle profondità del mare Ionio insieme alle altre 49 Nereidi, sue sorelle ninfe. Tirate dai delfini, andavano in soccorso dei naviganti che attraversavano lo Stretto di Messina, proteggendoli dai terribili mostri, Scilla e Cariddi, e calmando le onde.

Un giorno, mentre conduceva il suo gregge, il giovane pastore Aci vide arrivare Galatea dal mare e subito se ne innamorò. Non sapendo come fare per attirare l’attenzione della ninfa, decise di suonare il flauto.

Nell’udire quella musica celestiale Galatea vide il pastorello bello e gentile e se ne innamorò all’istante. I due amanti però non ebbero fortuna: di Galatea s’era innamorato Polifemo, ciclope con un occhio solo che viveva nelle grotte dell’Etna e mangiava gli uomini.

Anche Polifemo aveva cercato di catturare l’attenzione di Galatea con la sua zampogna dalle cento canne, ma il suo suono non poteva certo eguagliare quello di Aci.

Un giorno Polifemo vide Aci e Galatea amoreggiare sotto un albero. Furioso, scagliò addosso ai due innamorati un enorme masso, uccidendo Aci.

Gli Dei ebbero pietà delle lacrime di Galatea e decisero di rendere immortale quell’amore. Trasformarono Aci in un fiume, che da allora dà nome a queste terre. La ninfa si buttò nelle acque insanguinate del suo Aci, schiumando bianca come il latte.

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