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MuseoMuseo Archeologico Nazionale di Adria - Mostra Ornamenta 2. Trasparenze tra storia e design

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Alla mostra "ORNAMENTA. Trasparenze tra storia e design" al Museo Archeologico Nazionale di Adria, la Direzione del museo, la Dirigenza scolastica del Liceo “Bocchi-Galilei” e i docenti coinvolti hanno dedicato uno dei moduli attivati con i progetti dei fondi strutturali europei PON del MIUR, associato ad attività di alternanza scuola-lavoro. Gli studenti, guidati dalla direttrice del museo, dalle archeologhe dell’associazione culturale Studio D e dal tutor scolastico, hanno partecipato alla selezione di reperti vitrei, suddivisi per classi tipologiche: bottiglie, balsamari, olle, coppe, bicchieri e piatti. Una sezione è dedicata inoltre alle tecniche di lavorazione del vetro.

La valenza dell’attività si è sviluppata su più piani, in quanto i ragazzi hanno redatto su due livelli di lettura le didascalie degli oggetti in mostra, accompagnandole con lavori di ricerca specialistica sfociati nell’elaborazione di approfondimenti tematici e di un vero e proprio racconto, uno storytelling, avente per protagonisti dei “reperti speciali” per i quali hanno anche composto musica originale. Questo percorso sarà fruibile in mostra da ciascun visitatore sul proprio dispositivo semplicemente per mezzo di QR code associati alle descrizioni analitiche dei reperti e a curiosità legate alle quattro classi rappresentate.

Tutti gli oggetti in vetro ricordano le trasparenze dell’acqua, cioè il primo tema del concorso di Venice Design Week, e sono in grado di evocare anche il secondo: il tema/metafora di una trasparenza che va “oltre lo sguardo”.

Il senso dell’accostamento dei reperti antichi ai gioielli creati dai designer è quindi più esplicito per alcuni pezzi e più nascosto, intrigante e legato a giochi di rimando culturale o letterario per altri.

Ecco allora, solo per un esempio, che alla grande cascata di colore dell’opera Fragilia (Francesca di Virgilio), che ricorda i capelli scomposti di una grande Gorgone, vengono associate sia bottiglie romane con plastiche anse a nervature, evocative dello scroscio di una cascata, sia una bottiglia mercuriale, con la quale veniva conservato un "pharmakon" (φάρμακον), che significa “succo curativo”, o, anche, veleno.  E, così, si ritorna ai capelli di Medusa...

Oppure, l’imponente collana Charcoal (Susanne Elstner) realizzata dalla designer con carbone di larice e  frammenti d’ambra, che viene accostata in mostra non solo alla spilla di Bruno Micolano per grafismi e cromie, ma anche a due preziosi contenitori da Kohl, un ombretto nero per gli occhi, opera forse di officina egiziana del IV sec. a.C., rinvenuti in una tomba che conteneva anche una splendida collana in ambra. E, anche qui, si ritorna così ai due gioielli contemporanei…

Giochi di rimandi intessono anche  le relazioni per gli altri oggetti/gioielli: il motivo a meandro di un balsamario rimanda a quello di una spilla di carta che si apre a ventaglio come un libro, opera di Cristiana Turano Campello; la collana a spirale e la parure di gioielli di Andreia Popescu dialogano con i portaprofumi preromani e romani, espressione della beltà femminile; il pendente a bolle di  Špela Čuk ricorda le mille iridescenze dell’orlo di un’olla antica.

E così anche per gli altri gioielli in mostra, per arrivare infine all’accostamento, esplicito e potente, dei vetri antichi con l’anello dal sapore antico di Maria Luisa Palazzo, con le opere in vetro della designer  Elisabetta Carozzi e con i gioielli di Anna Fanigina, recanti frasi in latino.

Dopo l'inaugurazione di sabato 11 maggio, la mostra rimarrà aperta al Museo archeologico di Adria in via G. Badini, 59 fino a lunedì 14 ottobre 2019; tutti i giorni, compreso Ferragosto, dalle 8.30 alle 19.30. L'ultima domenica del mese si potrà visitare solo al pomeriggio dalle 14.30 alle 19.30. La biglietteria chiude alle 19.00, la mostra è compresa nel prezzo del biglietto d'ingresso di 4 euro, ridotto 2 euro. La prima domenica del mese l'ingresso è libero, per maggiori informazioni:
 Tel/fax 0426.21612
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