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AudioguíaLa villa romana

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La bella villa rustica costruita intorno al I secolo a.C., più di duemila anni fa, si trovava all’interno di un fondo agricolo della mansio Acium, il borgo che prese il nome dal mitico pastorello Akis amato dalla ninfa Galatea e trasformato in fiume.

La villa fu costruita a ridosso di una sorgente, su un pianoro da dove ancora oggi si gode un’incantevole vista panoramica dell’Etna e del mare; sorse in una posizione strategica nei pressi del porto di Capo Mulini, distante appena 4 km., e della Via Pompeia, la lunga arteria stradale che i Romani costruirono per collegare Messina e Catania.

La villa aveva almeno 38 ambienti, chiusi e porticati; molti di loro si affacciavano su un cortile interno colonnato. I pavimenti erano decorati con cocciopesto e con mosaici policromi, le pareti erano affrescate. Nei decenni a seguire la costruzione, l’acqua della sorgente limitrofa fu convogliata in un pozzo costruito in conglomerato cementizio e mattoni proprio a ridosso del muro perimetrale Nord della villa.

Sul lato Nord la vista era tutta per l’Etna, mentre da Est si accedeva all’hortus, attraverso un portico colonnato che guardava il mare.

Abbiamo ritrovato quel che basta per raccontare delle alte colonne dipinte ad affresco bianco e rosso, costruite con mattoni ad anello su basi di pietra lavica; e del portico sotto il quale d’estate si poteva godere il fresco restano le tegole piane e i coppi ricurvi della copertura.

Quel che rimaneva della vita trascorsa nella villa lo abbiamo raccolto con cura: aghi di osso per legare i capelli, aghi di bronzo per cucire, un cucchiaino d’osso per i cosmetici del trucco, oggetti femminili della vita quotidiana.

Qualcuno in casa ha perduto qualche moneta e una bella gemma raffigurante Marte, il dio della guerra, che si è fatto ritrovare 2000 anni dopo; i tanti frammenti di coppe e di piatti di ceramica giunti dalla penisola, dalla Francia e dall’Africa, decorati a rilievo e dipinti in rosso lucente, sono le prove del bel vasellame che impreziosiva la tavola della famiglia alla luce delle lucerne.

Questa bella dimora fu abbandonata nel III sec. d.C., dopo quasi quattro secoli di uso.

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