Audio tour

Audio tourDino Campana e Faenza

Solo in Italiano

2 Fermate tour

  1. Sommario Auditour
  2. Sommario Auditour

    Il progetto "Percorso Dino Campana e Faenza" e' nato nell'ambito delle manifestazioni tenute nel 2014 per i cento anni dalla pubblicazione dei Canti Orfici.
    Il progetto e' stato realizzato dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Faenza, a partire da un'idea del prof. Stefano Drei, con il prezioso sostegno di HERA S.p.A. e con la collaborazione del Settore Territorio del Comune di Faenza. Le targhe sono state realizzate dalla ditta Digicer di Faenza.
    Al centro della narrazione poetica di Dino Campana, c’è il nomadismo frenetico che caratterizzò anche la sua biografia. Troviamo nella sua opera racconti e suggestioni ambientati in paesi stranieri come il Belgio, la Spagna, e l’Argentina, ma anche in quattro città italiane che egli ben conobbe: Faenza, Bologna, Firenze e Genova. Tutti i luoghi citati sono luoghi in cui il poeta arriva per poi ripartire, ma Faenza è un luogo diverso: è il trampolino di lancio delle sue speranze, delle sue visioni e del suo racconto. Faenza è la città riconoscibile fin dall’incipit dei Canti Orfici («Ricordo una vecchia città, rossa di mura e turrita, arsa su la pianura sterminata nell’agosto torrido……»).
    Sono molti i luoghi del libro in cui è possibile identificare scorci faentini. Sono completamente ambientate a Faenza due sequenze: quella iniziale, in cui sono riconoscibili il campanile di Santa Maria Vecchia, piazza S. Rocco e il borgo Durbecco, e quella centrale che si apre con una descrizione della piazza principale, con il suo «carattere di scenario nelle logge ad archi bianchi leggieri e potenti», affollata di personaggi («qualche matrona piena di fascino», la «pescatrice povera» che passa) e simboli («la grossa torre barocca»). Altri riferimenti faentini meno espliciti, ma documentabili, sono disseminati in tutta l’opera.
    Da questi sicuri riscontri è nata l’idea di realizzare un percorso all’interno della città di Faenza, segnalato con targhe in ceramica serigrafata, che introduca ai luoghi faentini di Dino Campana e consenta nello stesso tempo di avvicinarsi alla lettura delle pagine di questo autore.

  3. 1 Ricordo una vecchia città
  4. 2 Inconsciamente io levai gli occhi
  5. 3 Fu scosso da una porta
  6. 4 Un tocco di campana argentino
  7. 5 Non seppi mai come
  8. 6 Ai confini della campagna
  9. 7 Nell'odore pirico di sera di fiera
  10. 8 Ne la sera dei fuochi de la festa d'estate
  11. 9 Una grossa torre barocca
  12. 10 La piazza ha un carattere di scenario
  13. 11 Ofelia la mia ostessa
  14. 12 Il museo. Ribera e Baccarini
  1. Sommario Auditour

    Il progetto "Percorso Dino Campana e Faenza" e' nato nell'ambito delle manifestazioni tenute nel 2014 per i cento anni dalla pubblicazione dei Canti Orfici.
    Il progetto e' stato realizzato dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Faenza, a partire da un'idea del prof. Stefano Drei, con il prezioso sostegno di HERA S.p.A. e con la collaborazione del Settore Territorio del Comune di Faenza. Le targhe sono state realizzate dalla ditta Digicer di Faenza.
    Al centro della narrazione poetica di Dino Campana, c’è il nomadismo frenetico che caratterizzò anche la sua biografia. Troviamo nella sua opera racconti e suggestioni ambientati in paesi stranieri come il Belgio, la Spagna, e l’Argentina, ma anche in quattro città italiane che egli ben conobbe: Faenza, Bologna, Firenze e Genova. Tutti i luoghi citati sono luoghi in cui il poeta arriva per poi ripartire, ma Faenza è un luogo diverso: è il trampolino di lancio delle sue speranze, delle sue visioni e del suo racconto. Faenza è la città riconoscibile fin dall’incipit dei Canti Orfici («Ricordo una vecchia città, rossa di mura e turrita, arsa su la pianura sterminata nell’agosto torrido……»).
    Sono molti i luoghi del libro in cui è possibile identificare scorci faentini. Sono completamente ambientate a Faenza due sequenze: quella iniziale, in cui sono riconoscibili il campanile di Santa Maria Vecchia, piazza S. Rocco e il borgo Durbecco, e quella centrale che si apre con una descrizione della piazza principale, con il suo «carattere di scenario nelle logge ad archi bianchi leggieri e potenti», affollata di personaggi («qualche matrona piena di fascino», la «pescatrice povera» che passa) e simboli («la grossa torre barocca»). Altri riferimenti faentini meno espliciti, ma documentabili, sono disseminati in tutta l’opera.
    Da questi sicuri riscontri è nata l’idea di realizzare un percorso all’interno della città di Faenza, segnalato con targhe in ceramica serigrafata, che introduca ai luoghi faentini di Dino Campana e consenta nello stesso tempo di avvicinarsi alla lettura delle pagine di questo autore.

Recensioni

2 recensioni

Recensisci questo tour
A minimum rating of 1 star is required.
Please fill in your name.
  • Daniel

    5 out of 5 rating 03-19-2018

    stupendo

  • Piero

    5 out of 5 rating 08-06-2016

    la poesia in un'app per conoscere una città. Italico genio creativo.