Museo di Palazzo Pretorio

Tappa obbligata per gli appassionati d’arte: Palazzo Pretorio rappresenta uno scrigno prezioso di opere che raccontano la storia di Prato.
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Scrigno di gioielli che fanno parte della collezione civica cittadina, il Museo di Palazzo Pretorio racchiude uno straordinario patrimonio di storia e di bellezza, quali le opere di Bernardo Daddi, Giovanni da Milano, Donatello, Filippo e Filippino Lippi, le grandi pale d'altare dipinte da Santi di Tito e Alessandro Allori, la gipsoteca di Lorenzo Bartolini.

La sua riapertura dopo quasi vent’anni, avvenuta nell’aprile 2014 e anticipata nel 2013 con la mostra “Officina pratese. Da Donatello a Lippi”, ha restituito al mondo della cultura e del turismo una meta fondamentale per chi visita la Toscana. Sono gli architetti Adolfo Natalini, Piero Guicciardini e Marco Magni a firmare l’originale allestimento che permette di valorizzare la collezione permanente disposta sui tre piani dell’edificio medievale, così austero e imponente, a partire dalla scelta dei materiali in tessuto simbolo di Prato. Il percorso espositivo si dipana lungo una linea ininterrotta che parte dal Trecento passando dal Rinascimento Pratese che, grazie all’Officina creatasi intorno al cantiere del Duomo, anticipò quello fiorentino, fino all’intero Novecento. Con un occhio di riguardo all’arte e agli artisti che a Prato vissero e operano, ma non solo. Ne è testimonianza il nucleo, unico per importanza in Italia, di sculture e disegni del grande maestro lituano Jacques Lipchitz, frutto di una donazione al Comune di Prato della Fondazione Lipchitz nel 2013. Il Museo idealmente travalica gli spazi di Palazzo Pretorio per estendersi in tutto il nucleo storico di Prato, dal vicino Duomo alle chiese di una città d’arte tutta da riscoprire. Innovativi sono gli apparati di comunicazione, grazie agli strumenti multimediali e a due suggestive videoproiezioni: sulla storia del Palazzo e sulla Sacra Cintola, la reliquia simbolo della città, con la ricostruzione virtuale degli splendidi affreschi di Agnolo Gaddi in Duomo. Di interesse storico e architettonico è anche il solenne palazzo che ospita il museo e domina la piazza del Comune di Prato: il suo attuale aspetto ci racconta una lunga e travagliata storia durata oltre 700 anni, attraverso l’alternarsi degli stili architettonici e i continui rimaneggiamenti della sua struttura. Il Palazzo nasce alla fine del Duecento come sede comunale del tribunale, delle prigioni e delle magistrature forestiere. La sua anima muta radicalmente nel XVIII secolo, quando le sale dell’edificio diventano uffici amministrativi del Granducato di Toscana, adattandosi alle esigenze di uno stato moderno. A metà Ottocento, gli uffici del governo si trasferiscono e il Palazzo è abbandonato all’incuria più totale, rischiando addirittura di essere demolito. Fortunatamente si preferisce un lungo restauro che si protrae fino agli anni Venti del Novecento, quando viene ricostruita la scala esterna in pietra serena e la facciata prende l’aspetto attuale. Nel frattempo, nel 1912, s’inaugura la nuova sede del Museo nelle sale del Palazzo. Nel 1998 le opere del Museo lasciano temporaneamente l’edificio per l’avvio di una complessiva operazione di restauro e adeguamento funzionale. Il nuovo allestimento, flessibile e innovativo, valorizza la bellezza dei suoi saloni e dei suoi affreschi, e i capolavori delle collezioni d’arte della città, qui conservate.

Gli spazi a piano terra del Pretorio, infine, sono adibiti a ospitare le mostre temporanee.