Museo Civico Archeologico Verucchio

Museo dedicato alla civiltà villanoviana di Verucchio (IX-VII sec. a.C.), documentata da reperti di grande valore storico.

Il Museo di Verucchio racconta la storia di un importante centro villanoviano/etrusco, che nella prima età del Ferro (IX-VII secolo a.C.), fu al centro di scambi che avvenivano attraverso rotte adriatiche e direttrici appenniniche, e che favorirono le comunicazioni con il nord, con le sponde adriatiche e con il versante tirrenico della penisola. In particolare fu il commercio dell’ambra baltica, resina fossile ricavata da giacimenti dell’Europa nord-orientale, tra il mar Baltico e il mare del Nord, molto ricercata in tutto il Mediterraneo poiché ritenuta dono adeguato per le persone di alto rango.
Scoperte e scavi archeologici hanno restituito, già da fine ‘800, importanti testimonianze, provenienti soprattutto da quattro necropoli collocate intorno alla rupe, alla sommità della quale doveva esistere il villaggio con le sue abitazioni, purtroppo ancora poco note.
Sono venute in luce finora circa 600 tombe, che venivano scavate nella nuda terra per ospitare i defunti – a seguito del rituale della cremazione – ed i loro ricchissimi corredi.
Si tratta di un patrimonio di grande valore storico e per certi aspetti unico, poiché include reperti in eccezionale stato di conservazione: arredi in legno, abiti e tessuti in lana di pecora, contenitori in fibre vegetali, cibi animali e vegetali, gioielli e ornamenti in ambra di grande raffinatezza, altrove sconosciuti in stato così perfetto e in grado di ricostruire aspetti della civiltà antica solitamente noti solo in via indiretta.
Nelle sepolture i resti dei defunti venivano collocati in contenitori generalmente in terracotta (cinerari biconici), più raramente in bronzo, deposti nel fondo di pozzetti o fosse, talvolta all’interno di vasi contenitori più grandi (doli) o di casse lignee. Oltre a ciò la sepoltura ospitava il corredo di accompagno, formato da oggetti che indicavano il ruolo ed il rango del defunto in vita, e che erano collocati in parte integri, in parte combusti insieme al defunto sulla pira funebre: elementi dell’abbigliamento e ornamenti personali (vesti, cinturoni, pettorali, fibule, orecchini, collane, bracciali, spesso in materiali preziosi come l’ambra, il bronzo, il vetro, l’oro, l’osso), vasellame da banchetto per cibi e bevande; armi (pugnali, lance, spade, elmi, scudi) nelle tombe maschili e utensili da filatura e tessitura in quelle femminili (fusaiole, rocchetti, fusi, conocchie ed altri attrezzi legati a queste attività delle donne). Spiccano alcuni corredi particolarmente prestigiosi, riferibili a personaggi eminenti della comunità, cui doveva spettare un ruolo sociale, politico o anche religioso. Alcune sepolture includono arredi lignei decorati ed intagliati, tra cui i troni rappresentano senz’altro indicatori del rango principesco: la presenza di questi elementi riguarda uomini e donne, adulti e bambini o bambine che, evidentemente, in quanto membri di famiglie aristocratiche, possedevano gli stessi simboli di prestigio.
Il Museo di Verucchio, aperto 30 anni fa, espone oggi una selezione di questi materiali, con un percorso che si sviluppa in una linea del tempo dalle sepolture più antiche, fino ai corredi principeschi di fine VIII-inizi VII secolo a.C.: dalle fasi più antiche (Sala degli Antenati), si prosegue ai corredi di fine VIII-inizi VII secolo a.C. (Sala degli Armati, Sala del Mantello), per concludere con l’approfondimento di temi particolarmente significativi (Sala della Tessitrice, Sala dell’Area Sacra, Sala dei Nuovi Scavi) e con la presentazione di alcune tombe spettacolari, nella Sala delle Ambre e in quella del Trono. Quest’ultima espone una sepoltura principesca di fine VIII secolo a.C., con un corredo ricchissimo e con un trono ligneo interamente decorato ad intaglio con motivi geometrici e scene figurate di complesso significato che ne fanno certamente il simbolo del museo e del patrimonio archeologico verucchiese.