Áudio tour

Áudio tourla via dei santi-Il tragitto della processione

Apenas em italiano

2 Paradas do passeio

  1. Resumo do áudiopasseio
  2. Resumo do áudiopasseio

    Il percorso delle processioni, era quasi sempre lo stesso, salvo quello del Venerdì Santo, e si svolgeva nel seguente ordine: Dalla piazza Umberto I, per via Garibaldi sino alle Anime Sante (piazza Vittorio Emanuele III), indi volgeva a sinistra e, per la traversa Audino, scendeva in via Bongiorno - ora via Diaz - sino alla traversa di Donna Trisina Lo Castro (via P. Novelli); risaliva via Garibaldi sino in Piazza, ma volgeva subito a destra davanti il palazzo del Principe e, percorrendo un tratto della traversa di “Li Muodichi” (via Rossini), risaliva per la strada di Don Pietrino Audino (via  Washington) sino al Chianu di curri ca chiovi, (piazza Iolanda Margherita); quindi si dirigeva alla Nunziatella (via Volta) raggiungendo la Strata Mastra (via Vittorio Emanuele Orlando) che risaliva sino alla traversa di Bonasera per piegare nuovamente a sinistra in via Cavour sino in Piazza Umberto I ove si concludeva il giro.

    L'operazione stratiatu era indispensabile per far togliere anzi­tutto i cordini della biancheria stesi fra balcone e balcone di fronte che avrebbero ostacolato il passaggìo degli stendardi durante la processione, onde gli uomini, che con il mezzo stendardo ed il tamburo perchè fossero rimossi i fili in tutta fretta; serviva inoltre d'avviso alla, gente per preparare le strade alla dignità dell'avvenimento: spazzare le immondizie, ritirare scanaturi e maiduzzi sui quali era disteso " l'astrattu “ la conserva di pomodoro  ad asciugare, a rimuovere le pile da bucato, le gabbie dei pulcini, i carretti posti accanto agli usci delle case e... a togliere dalla circolazione gli animali immondi. ( tratto da Vallelunga Mezzo Secolo - Aurelio Sorrentino)

     Il tragitto della processione, un’ipotesi!

    Mentre partecipavo all’ultima processione, ero immerso nei miei pensieri (mi perdoni San Calogero!). Mi chiedevo come mai quel percorso, che da sempre tutti noi siamo abituati a fare, fosse strutturato proprio in quel modo! Volgendo il naso all’insù mi è venuta in mente una spiegazione possibile (e forse anche probabile) su quel primo parroco, anni or sono, che ne determinò direttrici e svolte nell’attraversare il centro storico: via Diaz (perché?), via Washington (perché?), via Rossini (perché?). E’ bastata un’occhiata a qualche fabbricato e uno sforzo di immaginazione che mi riportasse indietro nel tempo, ancor prima di demolizioni sconsiderate e rifacimenti discutibili, per rendermene conto! Storicamente, come mi racconta il parroco attuale, il tragitto era leggermente diverso: scendendo da via Armando Diaz si svoltava nella stretta via Pietro Novelli, si risaliva corso Giuseppe Garibaldi e si attraversava la piazza per riprendere la via Rossini. E qui i conti mi tornano meglio!
    E allora, facendo una processione virtuale che mi porti nel lontano passato, tra fine dell’ottocento e i primi anni del novecento, mi accorgo di un progetto mirato e per nulla casuale di chi lo ha voluto e imposto Pensa te! Con un sol giro di Simulacro la popolazione ha reso omaggio al santo di turno e… alle famiglie che, casualmente, avevano o hanno la loro magione, a volte prospiciente due vie, su quel tragitto! Doveva essere, la processione dell’epoca, un tripudio di luci accese, di fiaccole in balcone, di pregiatissimi copriletto ricamati, stesi sulle ringhiere. Proprietari e ospiti, dall’alto in basso, osservavano il lento incedere dei fedeli guidati dal loro congiunto parroco, rettore o economo curato, ostentando così potere e prestigio. A noi, per strada e nel recitar rosari e litanie, non rimaneva che stare con il naso all’insù, contemplando abiti eleganti, luci sfavillanti, pizzi e merletti alle finestre, e soffitti dipinti.  di: Alessandro Barcellona

  3. 1 casa di Giuseppe Bongiorno 1823
  4. 2 la casa di don Ciccino Bonasera del 1899.
  5. 3 Palazzo di don Gaetano Audino del 1852
  6. 4 il palazzo De Martino-Audino del 1770.
  7. 5 palazzo di don Cocò e don Sasà Audino del 1813
  8. 6 cortile Traina nel palazzo Marino-Papè-Traina del 1633, oggi Criscuoli
  9. 7 Palazzo Sinatra del 1846.
  10. 8 palazzo del cav. Sorce, sposato Bonasera del 1912
  11. 9 Palazzo Valdina, del 1870
  12. 10 palazzo di don Nzulu Alessi del 1848, oggi Panzica
  13. 11 Palazzo del Notaio Pasquale Cipolla del 1836.
  14. 12 palazzo di don Pitrino Audino del 1890.
  1. Resumo do áudiopasseio

    Il percorso delle processioni, era quasi sempre lo stesso, salvo quello del Venerdì Santo, e si svolgeva nel seguente ordine: Dalla piazza Umberto I, per via Garibaldi sino alle Anime Sante (piazza Vittorio Emanuele III), indi volgeva a sinistra e, per la traversa Audino, scendeva in via Bongiorno - ora via Diaz - sino alla traversa di Donna Trisina Lo Castro (via P. Novelli); risaliva via Garibaldi sino in Piazza, ma volgeva subito a destra davanti il palazzo del Principe e, percorrendo un tratto della traversa di “Li Muodichi” (via Rossini), risaliva per la strada di Don Pietrino Audino (via  Washington) sino al Chianu di curri ca chiovi, (piazza Iolanda Margherita); quindi si dirigeva alla Nunziatella (via Volta) raggiungendo la Strata Mastra (via Vittorio Emanuele Orlando) che risaliva sino alla traversa di Bonasera per piegare nuovamente a sinistra in via Cavour sino in Piazza Umberto I ove si concludeva il giro.

    L'operazione stratiatu era indispensabile per far togliere anzi­tutto i cordini della biancheria stesi fra balcone e balcone di fronte che avrebbero ostacolato il passaggìo degli stendardi durante la processione, onde gli uomini, che con il mezzo stendardo ed il tamburo perchè fossero rimossi i fili in tutta fretta; serviva inoltre d'avviso alla, gente per preparare le strade alla dignità dell'avvenimento: spazzare le immondizie, ritirare scanaturi e maiduzzi sui quali era disteso " l'astrattu “ la conserva di pomodoro  ad asciugare, a rimuovere le pile da bucato, le gabbie dei pulcini, i carretti posti accanto agli usci delle case e... a togliere dalla circolazione gli animali immondi. ( tratto da Vallelunga Mezzo Secolo - Aurelio Sorrentino)

     Il tragitto della processione, un’ipotesi!

    Mentre partecipavo all’ultima processione, ero immerso nei miei pensieri (mi perdoni San Calogero!). Mi chiedevo come mai quel percorso, che da sempre tutti noi siamo abituati a fare, fosse strutturato proprio in quel modo! Volgendo il naso all’insù mi è venuta in mente una spiegazione possibile (e forse anche probabile) su quel primo parroco, anni or sono, che ne determinò direttrici e svolte nell’attraversare il centro storico: via Diaz (perché?), via Washington (perché?), via Rossini (perché?). E’ bastata un’occhiata a qualche fabbricato e uno sforzo di immaginazione che mi riportasse indietro nel tempo, ancor prima di demolizioni sconsiderate e rifacimenti discutibili, per rendermene conto! Storicamente, come mi racconta il parroco attuale, il tragitto era leggermente diverso: scendendo da via Armando Diaz si svoltava nella stretta via Pietro Novelli, si risaliva corso Giuseppe Garibaldi e si attraversava la piazza per riprendere la via Rossini. E qui i conti mi tornano meglio!
    E allora, facendo una processione virtuale che mi porti nel lontano passato, tra fine dell’ottocento e i primi anni del novecento, mi accorgo di un progetto mirato e per nulla casuale di chi lo ha voluto e imposto Pensa te! Con un sol giro di Simulacro la popolazione ha reso omaggio al santo di turno e… alle famiglie che, casualmente, avevano o hanno la loro magione, a volte prospiciente due vie, su quel tragitto! Doveva essere, la processione dell’epoca, un tripudio di luci accese, di fiaccole in balcone, di pregiatissimi copriletto ricamati, stesi sulle ringhiere. Proprietari e ospiti, dall’alto in basso, osservavano il lento incedere dei fedeli guidati dal loro congiunto parroco, rettore o economo curato, ostentando così potere e prestigio. A noi, per strada e nel recitar rosari e litanie, non rimaneva che stare con il naso all’insù, contemplando abiti eleganti, luci sfavillanti, pizzi e merletti alle finestre, e soffitti dipinti.  di: Alessandro Barcellona

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