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Tur audioScoprendo la Lecce Medievale

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    Saluto tutti voi, miei cari sudditi e gentili stranieri, giunti sino a qui per visitare la mia amata terra. Io sono Maria d’Enghien...un giorno, per caso, mentre il mio spirito vagava ancora nella mia amata torre di bello luogo, per pregare Santa Maria Maddalena, ricevetti la visita di alcuni personaggi importanti che affaticati dal caldo chiedevano riparo.

    Alcuni di questi già li conoscevo, altri, invece, ebbi l’occasione di incontrarli per la prima volta.

    La loro visita mi fece ricordare del mio importante ruolo di contessa e così, come avevo sempre fatto in vita, anche in morte mi impegnai per dare loro la migliore accoglienza possibile. Li accompagnai così al ninfeo, ove tutto é fresco, e forse la pace del luogo li fece rilassare a tal punto che incominciarono a raccontare uno ad uno le proprie esperienze di vita, sicchè anch’io raccontai la mia.

    Divenni contessa di Lecce a soli 17 anni, nel 1384. Nel 1385 sposai Raimondo Orsini del Balzo come mi fu indicato dal Re di Francia Carlo D’Angiò. Il nostro matrimonio unificò il territorio di Lecce e quello di Taranto; così il Salento divenne uno dei feudi più grandi e importanti d'Italia.

    Ahimè, quando il mio amato marito morì Taranto fu assediata dal Re di Napoli Ladislao di Durazzo. Così, sola e senza alcun aiuto, guidai per mesi la resistenza del mio popolo contro il nemico; ma alla fine fui costretta ad arrendermi e ad accettare il matrimonio diplomatico con Ladislao. Questa fu una scelta molto difficile per me: circolavano terribili leggente riguardo alle precoci morti delle sue precedenti mogli. Tuttavia questo era l’unico modo per proteggere il mio popolo e così mi sacrificai.

    Quando nel 1414 il mio secondo marito morì, il Regno di Napoli passò nelle mani di mia cognata Giovanna II. Ella provava un profondo odio nei miei confronti e perciò mi privò di ogni potere e mi rinchiuse nella Torre di Belloluogo. Quando l’anno seguente fui liberarata, mi riappropriai della Contea di Lecce.

    Dedicai gli ultimi anni della mia vita al mio popolo e coltivando la mia passione per l’arte. La mia amata Lecce ampliò sempre di più i propri confini, divenendo luminosa e fiorente, ricca di arte e di cultura. La mia città ha una lunga storia alle sue spalle, prima di me furono molti i sovrani che si susseguirono. Ora mi impegnerò ad esporvi quelli che furono gli eventi storici più importanti accaduti nel corso del Medioevo. Nell’ottavo secolo si abbatté una profonda crisi sulla mia cara cittá, e le genti abbandonarono i propri insediamenti. Nel nono secolo, grazie al cielo, la situazione miglioró e si riformarono dei nuovi centri abitati.

    Il momento clou, furono tre grandi campagne di costruzione d nuove città, e nella terza, si formò la “Capitanata” che sarebbe un confine fortificato.

    Nell’epoca normanna si cambió il modo di costruire i castelli, che prima erano motte.

    Sapete cos’è una Motta? É un semplice edificio posto su una collina artificiale sormontato da una struttura in legno o in pietra; in seguito queste costruzioni divennero più sofisticate.

    Nel frattempo, i signori approfittarono delle zone poco popolate per costruire i casali.

    Nel dodicesimo secolo, si estinse la famiglia normanna e arrivarono gli Svevi, che furono distrutti dagli Angioini nel 1266, che di batterono con di aragonesi.

    Di questo periodo risale Federico II e suo figlio Manfredi. Dopo di chè, vi é la famiglia degli Enghien , cioè la mia.

    Dopo la mia morte, nella contesa tra Angiolini e Aragonesi, furono i sovrani spagnoli a prevalere. A Lecce, Carlo V d’Aragona fece costruire l’omonimo castello e una serie di torri collocate lungo tutta la costa a difesa del territorio.

    Spero di essere riuscita, attraverso le mie parole, a farvi immedesimare nell’atmosfera medievale di Lecce.

    Ora mi congedo da voi e lascio agli altri personaggi la possibilità di raccontare di se stessi e della nostra città. Mi raccomando con tutti voi di rispettarla e apprezzarla.

    Che il signore illumini il vostro cammino, vi auguro una lieta passeggiata.

  3. 1 Chiesa SS. Niccolò e Cataldo
  4. 2 Mura Urbiche
  5. 3 Chiesa S. Giovanni Evangelista
  6. 4 Chiesa Greca
  7. 5 Quartiere ebraico
  8. 6 Duomo
  9. 7 Anfiteatro romano
  10. 8 Castello Carlo V
  1. Sumar tur audio

    Saluto tutti voi, miei cari sudditi e gentili stranieri, giunti sino a qui per visitare la mia amata terra. Io sono Maria d’Enghien...un giorno, per caso, mentre il mio spirito vagava ancora nella mia amata torre di bello luogo, per pregare Santa Maria Maddalena, ricevetti la visita di alcuni personaggi importanti che affaticati dal caldo chiedevano riparo.

    Alcuni di questi già li conoscevo, altri, invece, ebbi l’occasione di incontrarli per la prima volta.

    La loro visita mi fece ricordare del mio importante ruolo di contessa e così, come avevo sempre fatto in vita, anche in morte mi impegnai per dare loro la migliore accoglienza possibile. Li accompagnai così al ninfeo, ove tutto é fresco, e forse la pace del luogo li fece rilassare a tal punto che incominciarono a raccontare uno ad uno le proprie esperienze di vita, sicchè anch’io raccontai la mia.

    Divenni contessa di Lecce a soli 17 anni, nel 1384. Nel 1385 sposai Raimondo Orsini del Balzo come mi fu indicato dal Re di Francia Carlo D’Angiò. Il nostro matrimonio unificò il territorio di Lecce e quello di Taranto; così il Salento divenne uno dei feudi più grandi e importanti d'Italia.

    Ahimè, quando il mio amato marito morì Taranto fu assediata dal Re di Napoli Ladislao di Durazzo. Così, sola e senza alcun aiuto, guidai per mesi la resistenza del mio popolo contro il nemico; ma alla fine fui costretta ad arrendermi e ad accettare il matrimonio diplomatico con Ladislao. Questa fu una scelta molto difficile per me: circolavano terribili leggente riguardo alle precoci morti delle sue precedenti mogli. Tuttavia questo era l’unico modo per proteggere il mio popolo e così mi sacrificai.

    Quando nel 1414 il mio secondo marito morì, il Regno di Napoli passò nelle mani di mia cognata Giovanna II. Ella provava un profondo odio nei miei confronti e perciò mi privò di ogni potere e mi rinchiuse nella Torre di Belloluogo. Quando l’anno seguente fui liberarata, mi riappropriai della Contea di Lecce.

    Dedicai gli ultimi anni della mia vita al mio popolo e coltivando la mia passione per l’arte. La mia amata Lecce ampliò sempre di più i propri confini, divenendo luminosa e fiorente, ricca di arte e di cultura. La mia città ha una lunga storia alle sue spalle, prima di me furono molti i sovrani che si susseguirono. Ora mi impegnerò ad esporvi quelli che furono gli eventi storici più importanti accaduti nel corso del Medioevo. Nell’ottavo secolo si abbatté una profonda crisi sulla mia cara cittá, e le genti abbandonarono i propri insediamenti. Nel nono secolo, grazie al cielo, la situazione miglioró e si riformarono dei nuovi centri abitati.

    Il momento clou, furono tre grandi campagne di costruzione d nuove città, e nella terza, si formò la “Capitanata” che sarebbe un confine fortificato.

    Nell’epoca normanna si cambió il modo di costruire i castelli, che prima erano motte.

    Sapete cos’è una Motta? É un semplice edificio posto su una collina artificiale sormontato da una struttura in legno o in pietra; in seguito queste costruzioni divennero più sofisticate.

    Nel frattempo, i signori approfittarono delle zone poco popolate per costruire i casali.

    Nel dodicesimo secolo, si estinse la famiglia normanna e arrivarono gli Svevi, che furono distrutti dagli Angioini nel 1266, che di batterono con di aragonesi.

    Di questo periodo risale Federico II e suo figlio Manfredi. Dopo di chè, vi é la famiglia degli Enghien , cioè la mia.

    Dopo la mia morte, nella contesa tra Angiolini e Aragonesi, furono i sovrani spagnoli a prevalere. A Lecce, Carlo V d’Aragona fece costruire l’omonimo castello e una serie di torri collocate lungo tutta la costa a difesa del territorio.

    Spero di essere riuscita, attraverso le mie parole, a farvi immedesimare nell’atmosfera medievale di Lecce.

    Ora mi congedo da voi e lascio agli altri personaggi la possibilità di raccontare di se stessi e della nostra città. Mi raccomando con tutti voi di rispettarla e apprezzarla.

    Che il signore illumini il vostro cammino, vi auguro una lieta passeggiata.

Recenzii

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  • Lucy_per

    5 out of 5 rating 07-06-2018

    Un esposizione chiara e soddisfacente del Castello Carlo V e soprattutto un ringraziamento va ai ragazzi che hanno lavorato sul progetto.