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Tur audioil Giro del Castello

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    Castello del Matese è un piccolo comune di circa 1.400 abitanti della Provincia di Caserta, situato a 41°21’ 58” di latitudine nord e 1°55’35” di longitudine est rispetto al meridiano fondamentale di Greenwich. Il suo territorio ricade integralmente all’interno del Parco Regionale del Matese.

    Situata sulle prime alture del versante meridionale del Matese, arroccata su uno sperone terrazzato di roccia a 476 metri s.l.m., la cittadina gode di un ampio panorama che comprende buona parte della Valle del Volturno e della Valle Telesina, fino alle ultime propaggini del Taburno e, sull’estremo orizzonte, del Vesuvio. Il territorio presenta notevoli potenzialità turistiche grazie alla combinazione di un patrimonio culturale, storico e paesaggistico di grande interesse.

    Il paesaggio culturale dell’area presenta caratteri di forte identità e riconoscibilità, grazie agli elementi naturali, aspre montagne, sorgenti e pianori, integrati con l’uomo e le sue attività, come la pastorizia, ancora diffusa, e i centri abitati dalle note tradizioni eno-gastronomiche.

    Il Comune di Castello, posto a ridosso del confine tra Campania e Molise, dista 50 km da Caserta (capoluogo di Provincia), 80 km da Napoli (capoluogo di Regione) e 60 km da Campobasso in Molise. Posto a sud del territorio di San Gregorio Matese ed a Nord di quello di Piedimonte Matese, Castello confina ad ovest con la valle del Rivo, dove si erge il monte Cila, e ad est con quella che la tradizione popolare ha denominato la Valle dell’Inferno. Il territorio, assegnato in maniera definitiva al Comune solo nel 1853, consta di un centro abitato e di una seconda parte di territorio edificabile ed agricolo per un totale di 21, 48 km². Il terreno agricolo è diviso in dieci zone: Valle Orsara; Grassete; Arito; Aritello; Piana degli Astòri; Tagliaferro; Reale; Parte della Serra di Mezzo; Capo di Campo e Monte Porco che è accessibile da un antico tratturo sito in valle Orsara.

    Antica fortezza, il centro storico di Castello deve la sua struttura urbana alla natura di presidio difensivo; è infatti sviluppato lungo un’arteria principale di collegamento tra le due porte che si aprivano all’interno di un muraglione megalitico. Questo era dotato di cinque torri di vedetta, di cui oggi solo due superstiti.

    L’insediamento di Castello è associato all’antica fortificazione denominata Cluvia e ricordata in occasione della seconda delle guerre sannitiche nel 313 a.C.; si pensa infatti che il percorso seguito dai romani per la conquista di Bojano capitale dei Sanniti – Pentri abbia quello che dalle valli di cinta a Castello sale fino ai monti del Matese per poi scendere verso il Molise.

    Alcuni resti, tra cui porzioni di strada lastricata, ritrovamenti di monete romane ed un rudere, forse un tempio fanno, avvalorano la tesi che identifica Castello con l’antico insediamento di Cluvia, ricordato per la difficoltà con cui fu preso la legionari romani.

    La validità del sistema difensivo costituito dalle cinque torri sulla pianura circostante fece di Castello l’ultimo baluardo e rifugio degli abitanti delle valli anche durante il medioevo. In particolare, durante l’epoca Normanna Castello conobbe due assedi (1229 e 1460); nella prima delle due sortite offensive le mura di Castello diedero asilo al ghibellino Tommaso D’Aquino, mentre il secondo attacco vide la presa del conte di Fondi Antonio Gaetani, ribelle a Ferdinando I di Aragona.Il centro storico di Castello del Matese è caratterizzato da un tessuto tipicamente medioevale, evidente sia nel tracciato urbanistico che nella presenza delle due torri (il Mastio e la torre piccola) lungo la parte di murazione di epoca normanna.

    L’abitato dell’attuale Castello del Matese, già Castello d’Alife, fu abitato già in epoca sannitica, in stretta connessione con l’insediamento di Allifae, sito sul prospiciente Monte Cila. Di questo periodo restano dei brani di mura megalitiche a base della murazione normanna e lungo la mulattiere seicentesca del “muro rotto”. Intorno all’anno mille, con la nascita della “Terra di Piedimonte” distaccatasi dalla Alife, prima romana e poi longobarda, nacque l’esigenza di difendere il quartiere S.

    Giovanni da possibili attacchi dall’alto. Pertanto sul preesistente insediamento sannita si eressero le fortificazioni che diedero anche il nome di Castello. Delle cinque torri originarie ne restano due; la torre più piccola presenta una merlatura aggiunta posteriormente, mentre la torre grande rivela nelle sue fondazioni brani delle mura megalitiche pre romane.

     

  3. 1 Chiesa di S. Antonio da Padova
  4. 2 La Chiesa di Santa Croce
  5. 3 Chiesa di S. Maria di ogni Grazia
  6. 4 Cappella del Purgatorio
  7. 5 Chiesa di Sant’Agostino, del XVIII sec. contigua all’ex-convento dei Padri Agostiniani
  8. 6 Mulattiera del Matese
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    Castello del Matese è un piccolo comune di circa 1.400 abitanti della Provincia di Caserta, situato a 41°21’ 58” di latitudine nord e 1°55’35” di longitudine est rispetto al meridiano fondamentale di Greenwich. Il suo territorio ricade integralmente all’interno del Parco Regionale del Matese.

    Situata sulle prime alture del versante meridionale del Matese, arroccata su uno sperone terrazzato di roccia a 476 metri s.l.m., la cittadina gode di un ampio panorama che comprende buona parte della Valle del Volturno e della Valle Telesina, fino alle ultime propaggini del Taburno e, sull’estremo orizzonte, del Vesuvio. Il territorio presenta notevoli potenzialità turistiche grazie alla combinazione di un patrimonio culturale, storico e paesaggistico di grande interesse.

    Il paesaggio culturale dell’area presenta caratteri di forte identità e riconoscibilità, grazie agli elementi naturali, aspre montagne, sorgenti e pianori, integrati con l’uomo e le sue attività, come la pastorizia, ancora diffusa, e i centri abitati dalle note tradizioni eno-gastronomiche.

    Il Comune di Castello, posto a ridosso del confine tra Campania e Molise, dista 50 km da Caserta (capoluogo di Provincia), 80 km da Napoli (capoluogo di Regione) e 60 km da Campobasso in Molise. Posto a sud del territorio di San Gregorio Matese ed a Nord di quello di Piedimonte Matese, Castello confina ad ovest con la valle del Rivo, dove si erge il monte Cila, e ad est con quella che la tradizione popolare ha denominato la Valle dell’Inferno. Il territorio, assegnato in maniera definitiva al Comune solo nel 1853, consta di un centro abitato e di una seconda parte di territorio edificabile ed agricolo per un totale di 21, 48 km². Il terreno agricolo è diviso in dieci zone: Valle Orsara; Grassete; Arito; Aritello; Piana degli Astòri; Tagliaferro; Reale; Parte della Serra di Mezzo; Capo di Campo e Monte Porco che è accessibile da un antico tratturo sito in valle Orsara.

    Antica fortezza, il centro storico di Castello deve la sua struttura urbana alla natura di presidio difensivo; è infatti sviluppato lungo un’arteria principale di collegamento tra le due porte che si aprivano all’interno di un muraglione megalitico. Questo era dotato di cinque torri di vedetta, di cui oggi solo due superstiti.

    L’insediamento di Castello è associato all’antica fortificazione denominata Cluvia e ricordata in occasione della seconda delle guerre sannitiche nel 313 a.C.; si pensa infatti che il percorso seguito dai romani per la conquista di Bojano capitale dei Sanniti – Pentri abbia quello che dalle valli di cinta a Castello sale fino ai monti del Matese per poi scendere verso il Molise.

    Alcuni resti, tra cui porzioni di strada lastricata, ritrovamenti di monete romane ed un rudere, forse un tempio fanno, avvalorano la tesi che identifica Castello con l’antico insediamento di Cluvia, ricordato per la difficoltà con cui fu preso la legionari romani.

    La validità del sistema difensivo costituito dalle cinque torri sulla pianura circostante fece di Castello l’ultimo baluardo e rifugio degli abitanti delle valli anche durante il medioevo. In particolare, durante l’epoca Normanna Castello conobbe due assedi (1229 e 1460); nella prima delle due sortite offensive le mura di Castello diedero asilo al ghibellino Tommaso D’Aquino, mentre il secondo attacco vide la presa del conte di Fondi Antonio Gaetani, ribelle a Ferdinando I di Aragona.Il centro storico di Castello del Matese è caratterizzato da un tessuto tipicamente medioevale, evidente sia nel tracciato urbanistico che nella presenza delle due torri (il Mastio e la torre piccola) lungo la parte di murazione di epoca normanna.

    L’abitato dell’attuale Castello del Matese, già Castello d’Alife, fu abitato già in epoca sannitica, in stretta connessione con l’insediamento di Allifae, sito sul prospiciente Monte Cila. Di questo periodo restano dei brani di mura megalitiche a base della murazione normanna e lungo la mulattiere seicentesca del “muro rotto”. Intorno all’anno mille, con la nascita della “Terra di Piedimonte” distaccatasi dalla Alife, prima romana e poi longobarda, nacque l’esigenza di difendere il quartiere S.

    Giovanni da possibili attacchi dall’alto. Pertanto sul preesistente insediamento sannita si eressero le fortificazioni che diedero anche il nome di Castello. Delle cinque torri originarie ne restano due; la torre più piccola presenta una merlatura aggiunta posteriormente, mentre la torre grande rivela nelle sue fondazioni brani delle mura megalitiche pre romane.

     

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