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MuzeuGli Etruschi e il vino a Rocca di Frassinello

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E’ ben noto che gli Etruschi fossero produttori di vino: alcune ricerche attribuiscono proprio ad essi la coltivazione del Sangiovese, vitigno toscano per eccellenza. Oggi con il lavoro di recupero della Necropoli di S. Germano, nell’Area archeologica di Rocca di Frassinello, c’è una ulteriore documentazione: lo stamnos attico ritrovato in uno dei tumuli della necropoli, intorno al quale ruota tutta l’idea della mostra ‘esperienziale’ allestita grazie alla genialità dell’architetto Italo Rota, con la sua meravigliosa rappresentazione del corteo dionisiaco, dimostra la raffinatezza dei gusti in tema di vino raggiunta dai nostri antenati etruschi. La mostra “Gli Etruschi e il vino a rocca di Frassinello” condurrà il visitatore alla scoperta del rapporto tra gli Etruschi ed il vino con un approccio ‘esperienziale’, ossia attraverso la partecipazione attiva di tutti gli organi sensoriali.
Nato dall’incontro tra Paolo Panerai ed il direttore della Soprintendenza Archeologia della Toscana, Andrea Pessina, la Funzionaria Archeologa Biancamaria Aranguren e Luca Cappuccini dell’Università di Firenze, il recupero dell’Area Archeologica di Rocca di Frassinello e la realizzazione di questa mostra negli spazi della cantina disegnata da Renzo Piano sono un esempio prezioso di cosa può nascere dalla collaborazione fra pubblico e privato.

Lo stamnos attico con la raffigurazione di Dioniso, il dio del vino, e delle sue sacerdotesse, le menadi, è stato realizzato nel 480 a.C. ad Atene probabilmente da uno dei più grandi pittori del tempo, il Pittore di Pan. I personaggi del corteo dionisiaco sono stati fedelmente riprodotti in 3 dimensioni e danzano in un “carosello” posto accanto allo stamnos da cui sono “usciti” ed in cui prendono vita. Alle pareti si possono ammirare, inoltre, le fedeli ricostruzioni dei vestiti che le menadi utilizzano nel corteo dionisiaco.
I visitatori parteciperanno anche alla degustazione del ‘vino conciato’, il vino fatto alla maniera degli etruschi, bevendo il vino di Rocca di Frassinello insieme a miele, pepe nero, formaggio e petali di rosa, servito all’interno dei tradizionali buccheri etruschi.
La mostra, poi, concentra l’attenzione su un altro reperto di pregiata fattura: il kantharos.Questa ceramica rimanda, ancora una volta, al consumo del vino che, contenuto al suo interno, veniva poi preso con piccole ciotole per creare le singole porzioni.
Il percorso si articola, successivamente, tra altri reperti di grande valore come orecchini fatti completamente in oro, asce e puntali di lancia in metallo, leoncini di bronzo ed i buccheri che gli Etruschi utilizzavano per bere il vino. Un ruolo di rilievo è ovviamente occupato anche dai tanti aryballoi ed alabastron che venivano utilizzati per contenere i profumi ed i balsami utilizzati dalle donne.
Il mondo al quale i visitatori si avvicineranno, unico nel suo genere, sarà il protagonista dei video proiettati della vendemmia all’interno dei vigneti di Rocca di Frassinello e dei tumuli rinvenuti nella necropoli etrusca; il tutto sarà allietato da un sottofondo musicale di musiche etrusche create appositamente da Stefano Cantini.

“La Rocca di Frassinello, come tutte le rocche, oppone resistenza a qualche cosa, forse alla banalità. Frassinello ci spiega come il mondo contemporaneo è composto da infiniti ponti tra passato e futuro. Renzo Piano v/s etruschi, etruschi v/s Paolo. Regalando un futuro al passato di Frassinello gli etruschi ci hanno regalato questo bellissimo vaso con Dioniso, che la festa cominci”
Italo Rota

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Recenzii

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  • Rudy Guglielmi

    5 out of 5 rating 12-31-2018

    Fiore all'occhiello del comune di Gavorrano, questa Necropoli è stata valorizzata da tecnologie all'avanguardia come i commenti tramite qr-code ed App annessa. Un bel parcheggio accoglie i visitatori e targhe esaustive spiegano in dettaglio tutte le scoperte che sono state fatte nei vari tumuli. il percorso è agevolato e recintato ed è adatto a tutte le tipologie di visitatori, dai bambini agli anziani. Nuove tombe stanno spuntando e sicuramente la necropoli avrà ancora tanto da svelare.

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