Museo Comunale di Lucignano

Il Museo di Lucignano offre uno splendido spaccato di storia locale. Conserva l’Albero d’Oro (1350-1471) insuperato capolavoro d’arte orafa.
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Il Museo Comunale di Lucignano fortemente voluto dalla comunità locale che fin dal 1895 si era posta il problema della migliore conservazione del suo patrimonio, è ubicato all’interno del Palazzo Comunale, a sua volta parte del complesso monumentale che comprende l’ex convento e la Chiesa di S. Francesco, l'ex oratorio del Corpus Domini, la Chiesa del Crocifisso e la Torre delle monache, insomma il cuore politico e spirituale del paese.
Museo dunque che fin nello spazio fisico racchiude e compendia gran parte della storia “religiosa” e “civile” di questa piccola comunità. E’ infatti in questi stessi luoghi che prende corpo il borgo Lucignano, dapprima come castrum romano fondato dal console Licinio, divenuto Lucinianum dopo la conquista di Lucio Silla nel I sec. a.C. Con il passaggio dall’organizzazione in castrum a quella per borghi (inizio XII sec.) si definisce la caratteristica struttura urbanistica a impianto ellittico ad anelli concentrici, di matrice medievale, che si sviluppa dalla sommità del colle, dove si concentra il potere politico e religioso gerarchicamente collocato rispetto alla vocazione dei borghi anulari destinati ad altre funzioni civili.
Tutte le opere conservate provengono dalle chiese del territorio, a partire dai due preziosi manufatti di oreficeria antica provenienti dalla Chiesa di S. Francesco che ne costituirono il nucleo originario (il reliquiario in forma d’Albero e la Croce Santa, rubata nel 1914 insieme all’Albero e mai più recuperata), oltre ad un’importante donazione di Carlo Angeli (il trittico di Bartolo di Fredi, Madonna con Bambino in trono tra i santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, 1380-1390 ca.) primo curatore della collezione Museale inaugurata nel 1924.
Negli anni successivi all’inaugurazione dell'attuale sede (1984) il Museo è stato oggetto di azioni di riprogettazione e restauro delle opere, fino al completo riallestimento del 2012, che ne hanno notevolmente migliorato la fruibilità e reso interamente accessibile.
I locali sede del Museo erano un tempo adibiti a prigione e ad amministrazione della Giustizia: nella cosiddetta Sala del Tribunale, sala principale del Museo, è presente un importante ciclo di affreschi di personaggi (uomini e donne) illustri, che rimandano alla storia politica e artistica di Lucignano con richiami evidenti al ciclo di Taddeo di Bartolo nell’Anticappella del Palazzo Pubblico di Siena nonché a Dante ed alla sua idea di giustizia: molte delle iscrizioni che accompagnano le immagini del ciclo sono infatti tratte dalla Divina Commedia, questo rende gli affreschi un unicum tra quelli pervenuti. Al centro della Sala del Tribunale è collocato dal 1984 il grande reliquiario (alto cm 260 e largo cm 90) in forma d'Albero, conosciuto come Albero d'oro (1350-1471), tra i reliquiari fitomorfi unicum insuperato di oreficeria medievale.
Tra le opere esposte, la più antica è una Crocifissione della seconda metà del Duecento, di scuola tosco-umbra, dall’iconografia tipicamente bizantina, tra le più “curiose” una coppia di Cataletti funebri di manifattura senese e senese-aretina, interessanti testimonianze (anche perché ormai quasi interamente perdute) in terra d’Arezzo della religiosità al tempo della Controrifoma e dell’uso dei cataletti tra XVII e XVIII sec. nell’ambito delle confraternite.
Legata al reliquiario dell’Albero d’oro è la lunetta dipinta da Luca Signorelli, ( Cortona 1445 circa-1523), raffigurante S. Francesco che riceve le stimmate. La tavola rappresenta la scena della stimmazione con i raggi che, partendo dal Cristo/serafino colpiscono il santo, mentre Fra Leone osserva atterrito la scena in uno scenario che allude alla rupe della Verna.
Tra le altre opere d’ambito senese conservate, segnaliamo di Pietro di Giovanni d’Ambrogio, (1409 c.-1449), San Bernardino (1448), definito dalla critica un vero capolavoro.