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AudioturAlla scoperta di Sant'Agata di Militello

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    "Una costa diritta, priva di insenature, cale, ai piedi dei Nebrodi alti, verdi d'agrumi, grigi d'ulivi. Una spiaggia pietrosa e un mare profondo che ad ogni spirare di vento, maestrale, tramontana o scirocco, ingrossava, violento muggiva, coi cavalloni sferzava e invadeva la spiaggia. Così viene descritta da uno dei suoi figli più celebri, Vincenzo Consolo, Sant'Agata di Militello, cittadina di circa dodici mila abitanti, appartenente all'area metropolitana di Messina. Da una parte il blu intenso del Mar Tirreno, dall'altra le campagne impreziosite dagli agrumi e dagli ulivi, tutt'intorno la magia del Parco dei Nebrodi: è questo lo scenario in cui essa si inserisce. Sulla nascita del paese esistono diverse leggende: una racconta che fu fondata da Agatocle, figlio di Eolo, dio dei venti e signore delle Eolie che, trasferitosi sulla terraferma, avrebbe fondato la cittadina dandole il proprio nome. Un'altra leggenda racconta di alcuni pescatori partiti da Catania che, sorpresi da una tempesta, sarebbero approdati sulla spiaggia santagatese. Per ringraziare Sant'Agata, alla quale erano devoti e avevano chiesto la grazia di essere salvati, dedicarono a lei il paese, portando una statuetta della santa che, ancora oggi, si trova posizionata sull'arco di via Roma. Le prime notizie storiche sulla nascita di Sant'Agata di Militello risalgono al periodo greco-romano. Ma la sua fondazione come importante centro costiero, si colloca nel periodo che va dal XV al XVII secolo d.c. Il paese rimase per lungo tempo legato alle sorti del suo vicino, Militello Valdemone (oggi Militello Rosmarino). Proprio per difendere quel centro, infatti, venne edificata intorno al XIII secolo la "Torre della Marina". Nel 1371 la baronia di Militello venne assegnata a Vinciguerra d'Aragona; nella seconda metà del Cinquecento, quando i viceré spagnoli incaricarono i Camiliani di fare la ricognizione dei litorali, la torre fu giudicata insufficiente e vi fu aggiunto un "fortino". Intorno a quest'ultimo, si sviluppò quello che oggi è Sant'Agata. Signori della città furono gli appartenenti alla famiglia d'origine aragonese dei Gallego che edificarono il Castello costruito sul "feudo" della marina, a presidio della costa. Questa autorizzazione, insieme all'istituzione di una fiera storica, permise a Sant'Agata di diventare, il 22 agosto 1839, indipendente. Oggi il comune è considerato uno dei più importanti centri dell'area dei Nebrodi.

  3. 1 Castello Gallego
  4. 2 Palazzo Faraci
  5. 3 Piazza Vincenzo Consolo
  6. 4 Palazzo o Casa Cupitò
  7. 5 Palazzo Bordonaro
  8. 6 Circolo Dante Alighieri
  9. 7 Palazzo Zito
  10. 8 Duomo di Sant'Agata di Militello
  11. 9 Palazzo Francesca e Vincenzo Zito
  12. 10 Palazzo Gentile
  13. 11 Palazzo Gullotti
  14. 12 Arco di via Roma
  1. Ljudturssummering

    "Una costa diritta, priva di insenature, cale, ai piedi dei Nebrodi alti, verdi d'agrumi, grigi d'ulivi. Una spiaggia pietrosa e un mare profondo che ad ogni spirare di vento, maestrale, tramontana o scirocco, ingrossava, violento muggiva, coi cavalloni sferzava e invadeva la spiaggia. Così viene descritta da uno dei suoi figli più celebri, Vincenzo Consolo, Sant'Agata di Militello, cittadina di circa dodici mila abitanti, appartenente all'area metropolitana di Messina. Da una parte il blu intenso del Mar Tirreno, dall'altra le campagne impreziosite dagli agrumi e dagli ulivi, tutt'intorno la magia del Parco dei Nebrodi: è questo lo scenario in cui essa si inserisce. Sulla nascita del paese esistono diverse leggende: una racconta che fu fondata da Agatocle, figlio di Eolo, dio dei venti e signore delle Eolie che, trasferitosi sulla terraferma, avrebbe fondato la cittadina dandole il proprio nome. Un'altra leggenda racconta di alcuni pescatori partiti da Catania che, sorpresi da una tempesta, sarebbero approdati sulla spiaggia santagatese. Per ringraziare Sant'Agata, alla quale erano devoti e avevano chiesto la grazia di essere salvati, dedicarono a lei il paese, portando una statuetta della santa che, ancora oggi, si trova posizionata sull'arco di via Roma. Le prime notizie storiche sulla nascita di Sant'Agata di Militello risalgono al periodo greco-romano. Ma la sua fondazione come importante centro costiero, si colloca nel periodo che va dal XV al XVII secolo d.c. Il paese rimase per lungo tempo legato alle sorti del suo vicino, Militello Valdemone (oggi Militello Rosmarino). Proprio per difendere quel centro, infatti, venne edificata intorno al XIII secolo la "Torre della Marina". Nel 1371 la baronia di Militello venne assegnata a Vinciguerra d'Aragona; nella seconda metà del Cinquecento, quando i viceré spagnoli incaricarono i Camiliani di fare la ricognizione dei litorali, la torre fu giudicata insufficiente e vi fu aggiunto un "fortino". Intorno a quest'ultimo, si sviluppò quello che oggi è Sant'Agata. Signori della città furono gli appartenenti alla famiglia d'origine aragonese dei Gallego che edificarono il Castello costruito sul "feudo" della marina, a presidio della costa. Questa autorizzazione, insieme all'istituzione di una fiera storica, permise a Sant'Agata di diventare, il 22 agosto 1839, indipendente. Oggi il comune è considerato uno dei più importanti centri dell'area dei Nebrodi.

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16 recensioner

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  • Giuseppe Sergi

    5 out of 5 rating 02-11-2019

    LAVORO FANTASTICO!!!!!

  • Carmen

    5 out of 5 rating 07-27-2018

    Progetto interessante, lavoro ben curato dalle insegnanti e ragazzi coinvolti ed entusiasti nello svolgimento delle attività. Da proporre ad ogni istituto scolastico per la conoscenza e valorizzazione del territorio in cui si vive. Complimenti!

  • Traveler

    5 out of 5 rating 05-14-2018

    Perfetto👍🏻Bravi a tutti i ragazzi e alla professoressa Lembo👍🏼

  • Rodolfo Caroli

    4 out of 5 rating 05-14-2018

    La cartina non è aggiornata, una parte di viale Regione Siciliana è stata intitolata a Piersante Mattarella da circa due settimane

  • Elisa Bonacini

    5 out of 5 rating 05-10-2018

    Bravi tutti davvero!!!! come coordinatrice del progetto in Sicilia sono fiera del lavoro che vedo svolto!