Museum

MuseumFondazione Romano

Museuminfo

Om museet

La visita di un museo che ospita la donazione di un collezionista è un’esperienza ricca di originali ed esclusive suggestioni. Offre la possibilità di ammirare opere d’arte di epoche e tipologie diverse, di comprendere le relazioni che le collegano fra loro in raffinate configurazioni, frutto del gusto di chi le raccolse e del periodo in cui la selezione fu compiuta. Questo breve racconto vuole suggerire una chiave di interpretazione del variegato insieme di opere riunite nel museo, come possibile punto di partenza per eventuali approfondimenti e personali considerazioni.

Nel 1946 Salvatore Romano donò al Comune di Firenze circa settanta oggetti d’arte della sua collezione, affinché venissero esposti in questo luogo, il trecentesco cenacolo di Santo Spirito. Ognuno di essi era stato selezionato dal donatore fra gli innumerevoli che aveva ritrovato e fu lui stesso, con l’aiuto del figlio Francesco, a curarne la nuova collocazione museale. L’antico ambiente, vasto e solenne, risulta così particolarmente adatto ad ospitare la raccolta, composta da opere di varia provenienza, tipologia e valore artistico. Cerchiamo adesso di comprendere le principali simmetrie di cui si compone la trama sottesa all’allestimento elegantemente scenografico ideato da Salvatore Romano.

Sulla parete a destra dell’ingresso, su cui si staglia la Crocefissione dell’Orcagna, il grande rilievo colorato della Madonna della Misericordia è posto in asse con la figura del Cristo. La sottostante credenza, quasi un altare laico, è affiancata da due bellissimi Leoni marini. Sulla parete opposta, un grande portale in marmo, fiancheggiato da due importanti rilievi donatelliani e preceduto da una coppia di cani che scenograficamente lo introducono. Il portale si colloca come il termine visivo di una prospettiva che dispone, in solenne successione, vari manufatti attinenti al tema dell’acqua e il cui fulcro compositivo è rappresentato da una grande vera da pozzo al centro della sala. Sulla parete lunga di fronte all’ingresso la monumentale fontana attribuita a Bartolomeo Ammannati, di nuovo riprende e quasi amplifica il tema dell’acqua suggerito dalla linea mediana degli oggetti esposti.

I due capolavori di Tino di Camaino, un Angelo adorante e una Cariatide, sono collocati alle estremità della sala, mentre, sulla parete che fronteggia l’ingresso, la Madonna con il Bambino della bottega di Jacopo della Quercia forma un pendant con l’analogo soggetto attribuito a Giovanni da Pisa, ambedue all’interno di tabernacoli quasi identici.

La donazione non interruppe il legame che univa il collezionista a queste opere, perché Salvatore Romano, che diresse il museo fino alla morte, ottenne di essere tumulato nel sarcofago che si erge verso il fondo del cenacolo.

Planera ditt besök

Recensioner

Inga recensioner än

Skriv den första recensionen
A minimum rating of 1 star is required.
Please fill in your name.

Skapa dina egna ljud-turer!

Användningen av systemet och den mobila guide-appen är helt gratis

Start

App preview on iOS, Android and Windows Phone