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MuseumMuseo Civico Archeologico Verucchio

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Questo museo racconta la storia di un importante villaggio villanoviano/etrusco, che nella prima età del Ferro (IX-VII secolo a.C.), fu al centro di scambi che avvenivano attraverso rotte marittime e direttrici appenniniche, e che favorirono le comunicazioni da un lato verso il nord e il mare Adriatico, dall’altro con il versante tirrenico della penisola e quindi l’Etruria propria. In questo era avvantaggiato dalla sua posizione, sulla cima di una rupe che si trovava a pochi chilometri dalla costa, lungo la valle del fiume Marecchia e dalla quale controllava facilmente sia lo sbocco portuale adriatico di questo fiume, sia la direttrice valliva che, risalendone il corso, permetteva di attraversare l’appennino e di raggiungere la valle del Tevere e da lì il versante tirrenico della penisola.
Molto importante in questi scambi e spostamenti fu un materiale particolare e prezioso, l’ambra, una resina fossile ricavata da giacimenti dell’Europa nord-orientale, tra il mar Baltico e il mare del Nord, molto ricercata in tutto il Mediterraneo per l’alone di mistero che la circondava, per le sue doti curative e poiché ritenuta dono adeguato per le persone di alto rango.
A Verucchio le scoperte e i successivi scavi archeologici hanno restituito, già da fine ‘800, notevoli testimonianze, provenienti soprattutto da quattro necropoli, le aree di sepoltura, che vennero collocate intorno a questa rupe, mentre alla sua sommità doveva esistere il villaggio con le abitazioni, purtroppo ancora poco note.
Sono venute in luce finora circa 600 tombe, che erano costituite da fosse o pozzetti, buche di terra quadrangolari o circolari più o meno ampie e profonde, che ospitavano i defunti ed i loro ricchissimi corredi.
Si tratta di un patrimonio di grande valore storico e per certi aspetti unico, poiché include reperti in eccezionale stato di conservazione: arredi in legno, abiti e tessuti in lana di pecora, contenitori in fibre vegetali, cibi di origine animale e vegetali, gioielli e ornamenti in ambra di grande raffinatezza, altrove sconosciuti in stato così perfetto e che permettono di ricostruire aspetti della civiltà antica solitamente noti solo in via indiretta.
L’unico rito funerario documentato a Verucchio è quello della cremazione, che doveva avvenire attraverso azioni complesse e lunghe, di cui l’archeologia documenta la fase finale, cioè il seppellimento dei defunti.
I resti dei cremati venivano collocati in contenitori generalmente di terracotta (cinerari biconici), più raramente in bronzo, deposti nel fondo della tomba, talvolta all’interno di vasi contenitori più grandi (doli) o di casse lignee. La sepoltura includeva poi il corredo di accompagno, formato da oggetti che indicavano il ruolo ed il rango del defunto in vita, e che erano collocati in parte integri, in parte combusti insieme al defunto sulla pira funebre: elementi dell’abbigliamento e ornamenti personali (vesti, cinturoni, pettorali, fibule, orecchini, collane, bracciali, spesso in materiali preziosi come l’ambra, il bronzo, il vetro, l’oro, l’osso), vasellame da banchetto per cibi e bevande; armi (pugnali, lance, spade, elmi, scudi) nelle tombe maschili e utensili da filatura e tessitura in quelle femminili (fusaiole, rocchetti, fusi, conocchie ed altri attrezzi legati a queste attività delle donne).
Spiccano alcuni corredi particolarmente prestigiosi, riferibili a personaggi eminenti della comunità, cui doveva spettare un ruolo sociale, politico o anche religioso. Alcune sepolture includono arredi lignei decorati ed intagliati, tra cui i troni rappresentano senz’altro indicatori del rango principesco: la presenza di questi elementi riguarda uomini e donne, adulti e bambini o bambine per i quali contava l’appartenenza a famiglie aristocratiche.

Il Museo di Verucchio, aperto 30 anni fa, espone oggi una selezione di questi materiali, con un percorso che si sviluppa in una linea del tempo dalle sepolture più antiche, fino ai corredi principeschi di fine VIII-inizi VII secolo a.C.: dalle fasi più antiche (Sala degli Antenati), si prosegue ai corredi di fine VIII-inizi VII secolo a.C. (Sala degli Armati, Sala del Mantello), per concludere con l’approfondimento di temi particolarmente significativi (Sala della Tessitrice, Sala dell’Area Sacra, Sala dei Nuovi Scavi) e con la presentazione di alcune tombe davvero spettacolari, nella Sala delle Ambre e in quella del Trono. Quest’ultima espone una sepoltura principesca di fine VIII secolo a.C., con un corredo ricchissimo e con un trono ligneo interamente decorato ad intaglio con motivi geometrici e scene figurate di complesso significato che ne fanno certamente il simbolo del museo e del patrimonio archeologico verucchiese.

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2 recensioner

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  • francesco

    5 out of 5 rating 03-17-2016

    veramente molto ultile per la mia ricerca, GRAZIE

  • paola

    5 out of 5 rating 02-20-2016

    grazie era tanto che lo cercavo FiNALMENTE

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