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Tour audio Cupramontana; il borgo di Poggio Cupro

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    Frazione di Cupramontana, con struttura muraria medioevale.
    Il castello fu costruito prima dell’anno mille da profughi della distrutta città romana di Cupra Montana.
    Comunità autonoma del contado di Jesi per oltre sei secoli e mezzo, il comune di Poggio Cupro fu soppresso sotto Napoleone nel 1812 ed aggregato a Maiolati; proprio in questa circostanza si fece il tentativo, non riuscito, di sottrarre al territorio di Massaccio l’Eremo delle Grotte per includerlo in quello di Poggio e quindi in quello di Maiolati.
    Con decreto di papa Leone XII in data 21 dicembre 1827 Poggio Cupro fu sottratto dalla giurisdizione di Maiolati e unito al castello di Cupramontana.
    Il castello conserva ancora l’antico assetto medievale, comprese le mura di cinta, e all’interno dell’unica porta d’ingresso è conservato un affresco raffigurante la Madonna con Bambino attribuito a Pietro Paolo Agabiti e dipinto nel 1529.

    La chiesa di San Salvatore è situata sul punto più elevato dell’antico castello di Poggio Cupro, di cui si ha menzione sin dal 1199 nella Bolla di Innocenzo III che conferma all’abbazia di sant’Elena i suoi vasti possedimenti.
    Il castello e la sua parrocchia erano sotto la giurisdizione religiosa e civile dei Monaci Camaldolesi di S. Elena.
    La Chiesa sorta nel XII secolo fu ricostruita probabilmente nella seconda metà del ‘500 acquistando così un’impronta rinascimentale.
    L’interno è costituito da un’unica navata coperta con capriate lignee e da due cappelle laterali voltate. L’abside è separata da una balaustra di colonnine in pietra.
    Altri semplici elementi rinascimentali in pietra risaltano all’interno, come l’ambone o pulpito sulla parete destra con una vivace scena dell’Annunciazione, il Tabernacolo, un vero e proprio tempietto inserito nel muro della parete destra dell’abside, il piccolo Battistero e l’Acquasantiera.
    Di notevole interesse è l’affresco raffigurante San Floriano ritrovato nel 1965, che è la più antica immagine del patrono di Jesi e del contado.
    La chiesa conserva anche un “Cristo Morto” in legno dipinto della prima metà del ‘500.

  3. 1 Ingresso al Castello
  4. 2 Parrocchia di San Salvatore
  5. 3 Centro storico Poggio Cupro
  6. 4 Mura medievali
  7. 5 Circolo cittadino
  1. Aperçu de l'audioguide

    Frazione di Cupramontana, con struttura muraria medioevale.
    Il castello fu costruito prima dell’anno mille da profughi della distrutta città romana di Cupra Montana.
    Comunità autonoma del contado di Jesi per oltre sei secoli e mezzo, il comune di Poggio Cupro fu soppresso sotto Napoleone nel 1812 ed aggregato a Maiolati; proprio in questa circostanza si fece il tentativo, non riuscito, di sottrarre al territorio di Massaccio l’Eremo delle Grotte per includerlo in quello di Poggio e quindi in quello di Maiolati.
    Con decreto di papa Leone XII in data 21 dicembre 1827 Poggio Cupro fu sottratto dalla giurisdizione di Maiolati e unito al castello di Cupramontana.
    Il castello conserva ancora l’antico assetto medievale, comprese le mura di cinta, e all’interno dell’unica porta d’ingresso è conservato un affresco raffigurante la Madonna con Bambino attribuito a Pietro Paolo Agabiti e dipinto nel 1529.

    La chiesa di San Salvatore è situata sul punto più elevato dell’antico castello di Poggio Cupro, di cui si ha menzione sin dal 1199 nella Bolla di Innocenzo III che conferma all’abbazia di sant’Elena i suoi vasti possedimenti.
    Il castello e la sua parrocchia erano sotto la giurisdizione religiosa e civile dei Monaci Camaldolesi di S. Elena.
    La Chiesa sorta nel XII secolo fu ricostruita probabilmente nella seconda metà del ‘500 acquistando così un’impronta rinascimentale.
    L’interno è costituito da un’unica navata coperta con capriate lignee e da due cappelle laterali voltate. L’abside è separata da una balaustra di colonnine in pietra.
    Altri semplici elementi rinascimentali in pietra risaltano all’interno, come l’ambone o pulpito sulla parete destra con una vivace scena dell’Annunciazione, il Tabernacolo, un vero e proprio tempietto inserito nel muro della parete destra dell’abside, il piccolo Battistero e l’Acquasantiera.
    Di notevole interesse è l’affresco raffigurante San Floriano ritrovato nel 1965, che è la più antica immagine del patrono di Jesi e del contado.
    La chiesa conserva anche un “Cristo Morto” in legno dipinto della prima metà del ‘500.

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