Введение 5_2 Castelsecco_it
1 достопримечательностей
- Информация о туре
-
Информация о туре
IL TEATRO
Nella zona meridionale del pianoro nei primi anni ’70 del Novecento furono messi in luce i resti di un edificio per spettacoli in muratura. Si conservano quattro gradini della parte inferiore della cavea (ima cavea), appoggiata ad uno sperone di roccia accuratamente livellato, e tracce di almeno altri tre gradini superiori (media cavea). La parte più alta (summa cavea), delimitata da un marciapiede, doveva forse essere costituita da strutture lignee o da sedili mobili.
Di fronte alla cavea si conservano: l’orchestra semicircolare, pavimentata con lastre di pietra nelle quali era stata ricavata una canaletta per il deflusso delle acque; i corridoi laterali per l’ingresso in scena degli attori e del coro (parodoi); i resti del palcoscenico (pulpitum) e della facciata della scena (frons scaenae). Questa presentava otto speroni, forse basi di altrettante colonne che decoravano lo sfondo della scena creando una sorta di porticato. Alle due estremità erano due edifici quadrangolari, i paraskenia.
Le strutture in alzato erano costituite per lo più da materiali deperibili (legno o mattoni di argilla cruda) ed erano protette da lastre decorate in terracotta e antefisse; non dovevano raggiungere un’altezza eccessiva, lasciando allo spettatore anche la vista del panorama retrostante.
Nell’orchestra fu rinvenuto rovesciato un piccolo altare di pietra, che doveva in origine essere collocato sul palcoscenico, a conferma del carattere cultuale del piccolo teatro dove presumibilmente si svolgevano rappresentazioni di argomento sacro in connessione con i culti praticati nel santuario.
Il teatro fu reinterrato per garantirne la protezione e la conservazione.
IL MURO MONUMENTALE DI SOSTEGNONel II secolo a.C. l’estremità meridionale dell’altura di Castelsecco fu oggetto di opere consistenti di livellamento, regolarizzazione ed ampliamento che ne modificarono sostanzialmente l’aspetto. Fu così costituita un’imponente terrazza di forma pressoché ovale, una sorta di belvedere proteso sulla valle, aggiunta in funzione del teatro soprastante.
Questo grande terrazzamento fu delimitato e sorretto sul lato sud da una monumentale e scenografica struttura muraria semicircolare, rinforzata da 14 speroni aggettanti, di cui i sei centrali avevano la parete di fondo ricurva ed erano chiusi da un’arcata in alto. La struttura, conservata per un’altezza di 10 metri, è realizzata a secco con grossi blocchi squadrati di arenaria locale e prosegue, con blocchi più modesti, tutto intorno alla collina.
L’area fu frequentata anche in età romana imperiale, come attesta il rinvenimento di frammenti di decorazione architettonica in marmo.
Dopo una fase di abbandono, dall’altomedioevo l’altura appare nuovamente utilizzata: presso il teatro fu eretta la chiesetta di San Pietro “in Castro Sicco” di cui parlano le fonti documentarie, ancora esistente nel XVIII secolo, che ha restituito un altare ricavato da un blocco parallelepipedo proveniente sicuramente dalle mura monumentali.
A nord del podio del tempio fu costruito un oratorio dedicato ai SS. Cipriano e Cornelio (poi chiesetta di proprietà Giusti) e, nei pressi, una casa colonica; nel XV-XVI secolo all’angolo ovest dell’edificio scenico fu costruita una piccola abitazione con le pietre asportate dai monumenti antichi.
I reperti mobili da Castelsecco sono conservati ed esposti nel Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” di Arezzo.
- 1 Castelsecco
-
Информация о туре
IL TEATRO
Nella zona meridionale del pianoro nei primi anni ’70 del Novecento furono messi in luce i resti di un edificio per spettacoli in muratura. Si conservano quattro gradini della parte inferiore della cavea (ima cavea), appoggiata ad uno sperone di roccia accuratamente livellato, e tracce di almeno altri tre gradini superiori (media cavea). La parte più alta (summa cavea), delimitata da un marciapiede, doveva forse essere costituita da strutture lignee o da sedili mobili.
Di fronte alla cavea si conservano: l’orchestra semicircolare, pavimentata con lastre di pietra nelle quali era stata ricavata una canaletta per il deflusso delle acque; i corridoi laterali per l’ingresso in scena degli attori e del coro (parodoi); i resti del palcoscenico (pulpitum) e della facciata della scena (frons scaenae). Questa presentava otto speroni, forse basi di altrettante colonne che decoravano lo sfondo della scena creando una sorta di porticato. Alle due estremità erano due edifici quadrangolari, i paraskenia.
Le strutture in alzato erano costituite per lo più da materiali deperibili (legno o mattoni di argilla cruda) ed erano protette da lastre decorate in terracotta e antefisse; non dovevano raggiungere un’altezza eccessiva, lasciando allo spettatore anche la vista del panorama retrostante.
Nell’orchestra fu rinvenuto rovesciato un piccolo altare di pietra, che doveva in origine essere collocato sul palcoscenico, a conferma del carattere cultuale del piccolo teatro dove presumibilmente si svolgevano rappresentazioni di argomento sacro in connessione con i culti praticati nel santuario.
Il teatro fu reinterrato per garantirne la protezione e la conservazione.
IL MURO MONUMENTALE DI SOSTEGNONel II secolo a.C. l’estremità meridionale dell’altura di Castelsecco fu oggetto di opere consistenti di livellamento, regolarizzazione ed ampliamento che ne modificarono sostanzialmente l’aspetto. Fu così costituita un’imponente terrazza di forma pressoché ovale, una sorta di belvedere proteso sulla valle, aggiunta in funzione del teatro soprastante.
Questo grande terrazzamento fu delimitato e sorretto sul lato sud da una monumentale e scenografica struttura muraria semicircolare, rinforzata da 14 speroni aggettanti, di cui i sei centrali avevano la parete di fondo ricurva ed erano chiusi da un’arcata in alto. La struttura, conservata per un’altezza di 10 metri, è realizzata a secco con grossi blocchi squadrati di arenaria locale e prosegue, con blocchi più modesti, tutto intorno alla collina.
L’area fu frequentata anche in età romana imperiale, come attesta il rinvenimento di frammenti di decorazione architettonica in marmo.
Dopo una fase di abbandono, dall’altomedioevo l’altura appare nuovamente utilizzata: presso il teatro fu eretta la chiesetta di San Pietro “in Castro Sicco” di cui parlano le fonti documentarie, ancora esistente nel XVIII secolo, che ha restituito un altare ricavato da un blocco parallelepipedo proveniente sicuramente dalle mura monumentali.
A nord del podio del tempio fu costruito un oratorio dedicato ai SS. Cipriano e Cornelio (poi chiesetta di proprietà Giusti) e, nei pressi, una casa colonica; nel XV-XVI secolo all’angolo ovest dell’edificio scenico fu costruita una piccola abitazione con le pietre asportate dai monumenti antichi.
I reperti mobili da Castelsecco sono conservati ed esposti nel Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” di Arezzo.
Отзывы
Все аудиогиды в вашем смартфоне
Опубликуйте собственный аудиотур!
Используйте систему и мобильное приложение абсолютно бесплатно