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    Benvenuti al Parco Archeologico di Cava Ispica!
    Questo parco si estende nella parte settentrionale dell'omonima vallata, localmente detta “Cava”, il cui percorso si snoda per ben 13 chilometri, fra ampie e suggestive gole strapiombanti, attraversando i territori dei comuni di Modica, Ispica e, in piccola parte, anche in quello di Rosolini.

    Questa Cava è stata scavata nel corso dei millenni dal torrente Busaitone e presenta i fianchi rocciosi perforati da migliaia di grotte, creando un paesaggio naturalistico e archeologico talmente suggestivo da lasciare affascinati tutti quei viaggiatori che, dalla fine del '700 in poi, passarono da qui.

    Il complesso patrimonio storico archeologico di Cava Ispica si estende per un periodo di tempo abbastanza ampio compreso tra l’Antica Età del Bronzo, dal XXII secolo a.C. oltre 3000 anni fa, e il Medioevo, fino al XIV-XV secolo circa, quando viene progressivamente abbandonata la parte settentrionale della vallata, mentre quella meridionale continua ad essere vitale con il sito di Spaccaforno, poi distrutto dal disastroso terremoto del Val di Noto del 1693.

    La vita, in questa Cava, si protrasse quindi per circa 4.500 anni, sebbene le testimonianze archeologiche siano riferibili soprattutto a tre lunghi periodi di vita: l’Età del Bronzo, la Tarda Antichità ed il Medioevo, ovvero ai periodi in cui l’uomo più si cimenta con l’architettura in negativo, quella dello scavo delle grotte.

    Da dove proviene il nome di questa vallata, Ispica?

    L'origine del nome è bizantina (da eis pêgas: “alle sorgenti”), ed è attestato dalle fonti scritte per la prima volta solo nel 1093 nella variante Isbacha dovuta alla mediazione araba. Dopo la parentesi della dominazione musulmana, risale a quella data la ricostituzione della diocesi di Siracusa, di cui Ispica è un distretto parrocchiale. La menzione del toponimo Ispica compare fino alla data del Censimento Aragonese del 1336; poi non compare più nei censimenti posteriori, segno di decadenza dell’insediamento.
    Il toponimo di Ispica, dunque, spetta proprio alla zona settentrionale della vallata; nel 1935 il toponimo è stato assunto dall’attuale Comune di Ispica, corrispondente al centro di Spaccaforno nella vallata meridionale.    

    Venite adesso con noi alla scoperta di Cava d'Ispica!

     

    La voce narrante di questo tour è di Elisa Bonacini, archeologa e esperta di comunicazione culturale (progetto Sicilia Beni Culturali per izi.TRAVEL, Università di Catania)

  3. 1 Tomba a finti pilastri
  4. 2 Grotta dei Santi
  5. 3 Chiesa di San Pancrati
  6. 4 Chiesa di San Nicola
  7. 5 Larderia
  8. 6 Chiesa rupestre di Santa Maria
  9. 7 Ipogei del Camposanto
  10. 8 Grotte Cadute
  11. 9 Grotte del Ginnasio
  12. 10 Chiesa rupestre della Spiezeria
  13. 11 Ipogei degli Antonii
  14. 12 Castello
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    Benvenuti al Parco Archeologico di Cava Ispica!
    Questo parco si estende nella parte settentrionale dell'omonima vallata, localmente detta “Cava”, il cui percorso si snoda per ben 13 chilometri, fra ampie e suggestive gole strapiombanti, attraversando i territori dei comuni di Modica, Ispica e, in piccola parte, anche in quello di Rosolini.

    Questa Cava è stata scavata nel corso dei millenni dal torrente Busaitone e presenta i fianchi rocciosi perforati da migliaia di grotte, creando un paesaggio naturalistico e archeologico talmente suggestivo da lasciare affascinati tutti quei viaggiatori che, dalla fine del '700 in poi, passarono da qui.

    Il complesso patrimonio storico archeologico di Cava Ispica si estende per un periodo di tempo abbastanza ampio compreso tra l’Antica Età del Bronzo, dal XXII secolo a.C. oltre 3000 anni fa, e il Medioevo, fino al XIV-XV secolo circa, quando viene progressivamente abbandonata la parte settentrionale della vallata, mentre quella meridionale continua ad essere vitale con il sito di Spaccaforno, poi distrutto dal disastroso terremoto del Val di Noto del 1693.

    La vita, in questa Cava, si protrasse quindi per circa 4.500 anni, sebbene le testimonianze archeologiche siano riferibili soprattutto a tre lunghi periodi di vita: l’Età del Bronzo, la Tarda Antichità ed il Medioevo, ovvero ai periodi in cui l’uomo più si cimenta con l’architettura in negativo, quella dello scavo delle grotte.

    Da dove proviene il nome di questa vallata, Ispica?

    L'origine del nome è bizantina (da eis pêgas: “alle sorgenti”), ed è attestato dalle fonti scritte per la prima volta solo nel 1093 nella variante Isbacha dovuta alla mediazione araba. Dopo la parentesi della dominazione musulmana, risale a quella data la ricostituzione della diocesi di Siracusa, di cui Ispica è un distretto parrocchiale. La menzione del toponimo Ispica compare fino alla data del Censimento Aragonese del 1336; poi non compare più nei censimenti posteriori, segno di decadenza dell’insediamento.
    Il toponimo di Ispica, dunque, spetta proprio alla zona settentrionale della vallata; nel 1935 il toponimo è stato assunto dall’attuale Comune di Ispica, corrispondente al centro di Spaccaforno nella vallata meridionale.    

    Venite adesso con noi alla scoperta di Cava d'Ispica!

     

    La voce narrante di questo tour è di Elisa Bonacini, archeologa e esperta di comunicazione culturale (progetto Sicilia Beni Culturali per izi.TRAVEL, Università di Catania)

Beoordelingen

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  • Filippo

    5 out of 5 rating 08-09-2017

    Un luogo .... Spettacolare!!!